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Per poco che ti interessino i giochi, avrai sicuramente già sentito parlare di The Getaway, il brutale ed epico excursus di Team Soho nel sottobosco criminale di Londra. Con un budget e tempi di sviluppo senza precedenti per un gioco sviluppato in Europa, le vicende del criminale redento Mark Hammond e del brutale poliziotto Frank Carter si intrecciano dando vita a uno dei più ambiziosi videogiochi mai creati, in termini di tecnologia, valore artistico e impatto drammatico. Per ricreare in ogni dettaglio 40 chilometri quadrati di Londra sono state utilizzate tecnologie di produzione assolutamente innovative, evitando accuratamente il ricorso a indicatori a schermo quali barre di salute o frecce che avrebbero minato il realismo della ricostruzione. Il cast e la sceneggiatura, poi, hanno ben poco da invidiare a quelli di un film di azione di Hollywood.
Il dispiego di mezzi è stato sicuramente notevole, ma d'altra parte il gioco si prefiggeva obiettivi ambiziosi, non ultimo quello di essere più un 'film' che un 'gioco'. È indiscutibile che il budget e i tempi di sviluppo senza precedenti abbiano dato risultati notevoli, ma fino a che punto The Getaway stempera le differenze tra gioco e film e che tipo di gioco ne viene fuori?
Io amo Londra
Il battage pubblicitario che ha accompagnato il lancio di The Getaway ha fatto leva soprattutto sulla mappatura foto-realistica di 40 chilometri quadrati di Londra. E in questo caso, foto-realismo significa proprio questo: il team ha letteralmente fotografato ogni metro quadro del centro di Londra. Da un punto di vista tecnologico, costruire tutto il mondo di un gioco a partire da materiale fotografico non è impresa da poco, tanto che ci sono voluti circa due anni per sviluppare una tecnologia in grado di gestire una simile mole di dati. E va detto che i risultati sono assolutamente sconvolgenti. Il mondo di The Getaway non è ispirato a Londra, non ricorda vagamente Londra: è Londra, semplicemente. I monumenti più noti e immediatamente riconoscibili come il Big Ben, la Torre di Londra e così via, giocano ovviamente un ruolo determinante nel ricreare l'illusione, ma per me è la fedeltà con la quale sono riprodotti i dettagli più insignificanti come i semafori, le corsie per gli autobus e i passaggi pedonali a trasmettere con maggiore efficacia l'impressione di realismo. Se conosci Londra, sarà un vero e proprio shock. Se non l'hai mai visitata, The Getaway te la farà conoscere come nessun gioco prima d'ora.
C'era una volta
La trama di The Getaway, sviluppata con l'ausilio di quasi un'ora di sequenze filmate, è imperniata sulle avventure di due personaggi giocabili: Mark Hammond, un'ex gangster appena uscito di prigione e deciso a tornare sulla retta via e il detective Frank Carter, uno spietato membro della Flying Squad che non si fa scrupolo a violare i regolamenti per raggiungere il suo scopo. Ad accomunare i due personaggi, ciascuno con la propria storia e i propri obiettivi, è il desiderio di togliere di mezzo il famigerato boss Charlie Jolson. La sequenza introduttiva mostra un trio di scagnozzi di Jolson, Harry, Grievous ed Eyebrows e Yasmin, un'ex spogliarellista diventata killer, rapire il figlio di Hammond e ucciderne la moglie. Incastrato per l'omicidio della moglie e con il figlio nelle grinfie del diabolico Jolson, Hammond non ha altra scelta che piegarsi alle richieste del boss psicotico che, da quel momento in poi, lo chiama sul cellulare per affidargli una missione suicida dopo l'altra. Le sue sanguinose scorribande per le strade di Londra fanno sì che Hammond finisca nel mirino della polizia, delle Triadi, degli Yardies e di chiunque altro abbia interessi più o meno occulti nel mondo del crimine organizzato.
Salta a bordo
Nei 24 livelli di The Getaway si alternano missioni di guida e sparatorie ambientate in interni. Tipicamente, ciascun livello include una missione di guida e una missione in interni, benché alcuni dei livelli siano composti da tre o quattro sezioni; ad es. ti verrà ordinato di guidare fino a una data destinazione, infiltrarti, ammazzare tutti e quindi darti alla fuga a bordo del tuo veicolo. Più facile a dirsi che a farsi; l'enfasi sul realismo di The Getaway si traduce in un'azione di gioco impegnativa nella quale gli errori si pagano cari. Nelle missioni di guida, ad esempio, ti capiterà di distruggere più di un'auto nel tentativo di acquisire dimestichezza con la manovrabilità e il sistema di danneggiamento iper-realistici del gioco. Basta un solo scontro frontale ad alta velocità per dimezzare la velocità della tua auto e un secondo incidente può lasciarti completamente a piedi. E, come avviene nella realtà, una volta che un veicolo ha subito dei danni le sue condizioni non tendono certo a migliorare col tempo. Dopo uno scontro, anche se guidi come una vecchietta prudente ed eviti del tutto gli incidenti, la prestazione della tua auto calerà notevolmente via via che importanti componenti del motore tirano le cuoia. Ma una volta che sarai riuscito a padroneggiare l'impegnativo modello di guida, potrai provare l'ebrezza di sfrecciare a tutto gas tra il traffico di Piccadilly e il rischio di giocarti tutto con un incidente ti terrà costantemente col fiato sospeso.
In The Getaway non c'è una mappa e non ci sono frecce o altri indicatori a schermo. Saranno invece le frecce della tua auto, lampeggiando, a indicarti la direzione da prendere - un tocco, questo, perfettamente in carattere con il look cinematografico del gioco, e con un impatto visivo certamente superiore alle enormi frecce a schermo utilizzate in giochi come GTA / Driver / Crazy Taxi. Inoltre, benché alcune missioni di guida siano a tempo, non ci sono cronometri né conti alla rovescia visibili sullo schermo. Se te la stai prendendo un po' troppo comoda, comincerai a sentire un bip, dapprima lento poi via via sempre più frenetico e martellante, che non stonerebbe nel classico film di Steve McQueen Bullit. È un altro esempio di come The Getaway abbandoni le convenzioni videoludiche a favore di un approccio più cinematografico, con ottimi risultati.
Farsela a piedi
Analogamente, anche le due sezioni a piedi di The Getaway sono sprovviste di indicatori a schermo: qui non ci sono barre della salute, radar o inventari delle armi. Se Hammond viene colpito (il che avviene piuttosto spesso, visto che tutta Londra vuole la sua pelle), sulla sua schiena apparirà una macabra macchia di sangue, che andrà progressivamente allargandosi via via che le sue condizioni peggiorano. Le ferite hanno anche l'effetto di indebolire progressivamente Hammond, costringendolo dapprima a zoppicare e poi a trascinarsi a passo di lumaca quando i danni saranno maggiori. Inoltre, così come un'auto non si allontana indenne dopo uno scontro frontale a 120 chilometri all'ora, i tuoi personaggi giocabili non sono tipi da sopravvivere a dozzine di colpi di mitragliatrice. Ti spareranno spesso e altrettanto spesso morirai. Ma la situazione non è tragica come sembra: se muori prima di aver completato un livello, ricomincerai dall'inizio della sezione e non dall'inizio del livello.
The Getaway usa un sistema di puntamento automatico semplice e intuitivo: basta premere il tasto R1 e, se c'è un cattivo o un poliziotto in vista, Hammond / Carter li prenderanno automaticamente di mira. Il tasto R2, invece, consente di prendere la mira liberamente, il che ti sarà utile per sparare a barili esplosivi e per agganciare più bersagli contemporaneamente. Il sistema di puntamento automatico offre un altro vantaggio: ti consentirà di continuare a camminare mentre svuoti caricatore dopo caricatore contro gangster e poliziotti. Quando il tuo personaggio è ferito e si trascina a fatica, la sua mano trema e il sistema di puntamento diventa visibilmente meno preciso, aggiungendo un altro tocco di realismo all'azione. Non tutte le sparatorie si risolvono in un bagno di sangue, però, perché il sistema di puntamento automatico 'aggancia' solo i nemici che rappresentano un pericolo chiaro e immediato. Se vuoi colpire innocenti passanti, fumatori di crack o passeggiatrici, sei liberissimo di farlo, ma dovrai prenderli di mira deliberatamente.
L'ampio ricorso al sistema di puntamento automatico fa sì che la chiave del successo non stia tanto nella precisione della mira quanto nell'abilità con la quale riuscirai ad eseguire il vasto repertorio di mosse e manovre evasive a disposizione di Hammond e di Carter. Entrambi i personaggi possono rotolare, nascondersi dietro oggetti e addossarsi contro una parete (in stile Solid Snake). Una volta che ti sarai messo al riparo, potrai sporgerti dagli angoli e sparare, utilizzando il sistema di puntamento automatico o mirando liberamente. Ancora più utile, soprattutto se hai già preso qualche pallottola di troppo, è la possibilità di sparare alla cieca da dietro un angolo - comodo quando Hammond o Carter non vedono l'avversario, ma tu sì. Una volta che avrai imparato a padroneggiare le mosse del tuo personaggio, sporgerti da un angolo, far fuori un nemico e rotolare agilmente attraverso la porta prima di accucciarti dietro un barile ti darà un'immensa soddisfazione. L'impatto visivo è notevole, ma il valore di queste mosse va ben oltre l'estetica: ti faranno comodo in un sacco di situazioni in cui lanciarsi a testa bassa nella mischia sarebbe un errore fatale. Se ingaggi uno scontro a fuoco contro tre avversari in The Getaway le tue chance di sopravvivenza sono ben poche.
Se sei abbastanza vicino a un nemico, puoi colpirlo sulla testa con il calcio della pistola, mettendolo immediatamente al tappeto. Un'altra mossa ingegnosa è quella di prendere un ostaggio (gangster o poliziotto), puntargli la pistola alla tempia e usarlo come scudo umano. Se sei ben protetto dal tuo ostaggio, i nemici non cercheranno neppure di spararti, ma stai pur certo che se possono piazzarti una pallottola alle spalle non si lasceranno sfuggire l'occasione. Furbi, eh?
Quando non avrai più bisogno del tuo scudo umano, hai due modi per liberartene, a seconda del personaggio che stai interpretando: Carter lo arresterà o, se impugna l'arma, lo colpirà facendolo svenire, mentre Hammond gli romperà il collo o lo fredderà con un colpo alla testa, lasciando cadere a terra il corpo percorso dagli ultimi spasmi dell'agonia. E a proposito, nel caso non l'avessi ancora capito, The Getaway non è proprio un gioco da minorenni. È un titolo destinato ad un pubblico adulto che contiene, tra l'altro, scene di nudo, linguaggio osceno ed ettolitri di sangue. Se tuo figlio insiste perché glielo compri, pensaci due volte prima di sganciare i soldi.
Ce n'è per tutti!
Anche se l'azione è strutturata in maniera sostanzialmente identica per tutto il corso del gioco (guida, scendi dall'auto, spara), le missioni di The Getaway presentano un'encomiabile varietà. Le sezioni di guida comprendono corse sfrenate per le vie della città, inseguimenti e tamponamenti per mandare le altre auto fuori strada. Nelle sezioni a piedi, ti troverai ad affrontare missioni nelle quali dovrai sparare contro tutto e tutti, missioni di sopravvivenza e operazioni di infiltrazione. Non vorremmo rovinarti la sorpresa rivelando troppi particolari, ma fidati: The Getaway offre un menu davvero ricco e vario.
L'approccio cinematografico ha apportato sia vantaggi che svantaggi. La sceneggiatura e le sequenze filmate risentono notevolmente dell'influenza di film quali Lock & Stock e Snatch e contribuiscono ad aumentare il coinvolgimento del giocatore, conferendo all'azione una patina da gangster movie, accentuata da una superba colonna sonora originale e da una presentazione sempre stilisticamente impeccabile. Tra gli svantaggi si segnala una certa ripetitività, legata alla natura stessa della trama (prova, muori, riprova, ri-muori...). Va detto, però, che la stessa 'critica' potrebbe essere mossa a qualsiasi altro gioco di azione/avventura strutturato in livelli, come Devil May Cry o Max Payne. Inoltre, quando completi un livello e tutto si svolge com'era previsto che accadesse, la qualità cinematografica del gioco balza in primo piano, tanto che non sarebbe fuori luogo parlare di 'scene' piuttosto che di 'livelli di gioco'.
Che The Getaway riesca o meno a infrangere la barriera tra film e giochi resterà argomento di discussione sia tra gli appassionati di cinema che tra i giocatori. Non saremo certo noi a tentare di offrire una risposta definitiva a questo quesito, ma una cosa è certa: The Getaway è un gioco appassionante e assolutamente unico nel suo genere.
Recensione a cura di:
Fonte Playstation.com
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