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Recensione Ps2
The Great Escape: collaudo esclusivo - Vendi - Cerchi
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Uscita Prevista: Giugno 2003 - Sviluppato: Pivotal Games - Pubblicato: Sci - Genere: Action /Advenure

Il leggendario film La grande fuga, noto per la grande interpretazione del leggendario Steve McQueen, un cast di stelle raramente eguagliato nella storia di Hollywood e per una delle scene di inseguimento più memorabili mai impresse sulla celluloide, ha tutte le carte in regola per passare al mondo videoludico. L'anno scorso, SCi annunciò di essersi assicurata i diritti non solo dell'eccellente storia del film, ma anche dell'aspetto e della voce del suo protagonista carismatico, preparandolo così ad un ritorno postumo come star del gioco. Fino a pochi giorni fa, questo era tutto ciò che potevamo dirti su The Great Escape, ma poi siamo stati invitati da SCi a visitare il leggendario castello tedesco di Colditz e a provare l'ultima versione del gioco.

Prima però, dobbiamo sottolineare un piccolo errore in uno dei nostri precedenti articoli su Great Escape: il gioco non è basato sull'azione di squadra (sì, anche noi sbagliamo, ma almeno lo ammettiamo). Il gioco presenta quattro personaggi tratti dal film, tutti con forza e capacità specifiche, ma ne puoi controllare solo uno per volta, per quattro o cinque missioni a testa. Nelle prime quattro missioni impersonerai McDonald, colui che nel gruppo parla meglio il tedesco, dopodiché toccherà a Sedgewick. La trama del gioco rispecchia fedelmente quella del film e può essere suddivisa in tre sezioni principali: prima, durante e dopo l'incarcerazione dei prigionieri di guerra nello Stalag Luft III. Di conseguenza, anziché essere sempre confinato nel campo, vedrai l'interno di un bombardiere, una stazione ferroviaria, una città vicina e pittoreschi paesaggi di campagna, solo per citare alcune delle numerose ambientazioni.

Alt! Chi va là?

Infatti, varietà è la parola d'ordine di The Great Escape, che fa appello a una vasta gamma di generi e stili di gioco. Oltre l'ovvia azione furtiva, TGE presenta delle sezioni basate su veicoli, sequenze in esterni e generosi scontri a fuoco. L'accento è stato posto sull'acquisizione di oggetti e l'elusione delle guardie tra una sezione e l'altra. Da notare innanzitutto che Pivotal ha evitato qualsiasi tipo di codice, radar, spirito guida o altro dispositivo di rilevazione del nemico, in modo tale che dovrai affidarti esclusivamente agli occhi e alle orecchie del tuo personaggio, il che renderà il gioco più immediato e realistico. L'audio, in particolare, ha un ruolo cruciale poiché ti consente di accorgerti della presenza di guardie o di "ferret" (guardie specializzate nella prevenzione delle fughe), come abbiamo scoperto a nostre spese quando i rumori provenienti da un'altra dimostrazione su PS2 hanno coperto i passi di una guardia in arrivo alle nostre spalle.

Quando vieni scoperto, ti appare un "?" o "!" nell'angolo in alto a destra dello schermo, per segnalarti di sbrigarti a trovare un angolo buio dove nasconderti finché le acque non si saranno calmate. È inevitabile che qualche volta la partita finisca lì, ma se sarai abbastanza svelto da sottrarti alla vista delle guardie, avrai buone probabilità di passarla liscia. Stalag Luft III, il campo principale, è pieno di edifici costruiti su palafitte (in modo da evitare che i prigionieri scappino scavando dei tunnel) che offrono innumerevoli nascondigli per i prigionieri assenti ingiustificati. Puoi accovacciarti dietro gli oggetti e sbirciare da lì; prima di oltrepassare una porta hai a disposizione una visuale "buco della serratura" per controllare cosa stanno facendo le guardie, piuttosto che avventurarti alla cieca. Se sarai sufficientemente silenzioso, ti sarà possibile avvicinarti di soppiatto alle guardie per strangolarle, anche se nella maggior parte dei casi ti converrà evitare le aggressioni. Come nella storia veramente accaduta, le guardie di IA possono usare la violenza solo in reazione, per cui evitare il corpo a corpo aumenta le tue possibilità di poter scappare via senza essere colpito. A volte, impossessandoti di un'uniforme, potrai camminare in mezzo ai tuoi carcerieri, anche se il tuo comportamento sospetto (come l'atteggiamento furtivo, lo spiare dai buchi della serratura o l'accaparrare armi) ti tradirà prima di poter pronunciare "documenti, prego" con un finto accento tedesco.

Dalle parole ai fatti

Talvolta, le chiacchiere dovranno lasciare il posto ai fatti, rappresentati da armi semiautomatiche che spareranno piombo caldo ai carcerieri. Capirai da solo quando è arrivato il momento di far parlare le armi: potrai avere un'arma fin dall'inizio della missione oppure trovarla al momento giusto. Il gioco utilizza una colonna sonora estremamente dinamica che varia da una musica lenta e carica di tensione crescente, a un tema rapido e drammatico, a seconda di quello che succede. Quando sei armato e pericoloso, il combattimento è paragonabile a quello di Conflict Desert Storm (una specie di lontano parente, dato che TGE utilizza una versione migliorata del motore di Conflict). Quando la situazione lo richiede, potrai correre e sparare contemporaneamente, ma la tua mira sarà migliore quando sarai fermo o accovacciato. Per evitare scontri a fuoco totalmente irrealistici, le guardie dispongono di munizioni molto limitate, perciò conviene far andare a segno ogni colpo (anche se ogni tanto potrai utilizzare armi portatili o antiaeree).

Ultime, ma non per importanza, sono le sezioni con i veicoli, che ti metteranno alla guida di jeep varie, camion e altri mezzi di trasporto, tra i quali la motocicletta della leggendaria sequenza culmine del film (una curiosità sulla moto del film: quella cavalcata da McQueen era piuttosto improbabile per l'ambientazione, essendo A) di fabbricazione britannica e B) un modello del 1965. Si tratta di un "errore" che SCi e Pivotal riprodurranno nel gioco). A noi resta solo di pilotare questa moto, i cui comandi differiscono solo lievemente da quelli degli altri veicoli per poter includere salti e impennate. La modalità di comando (levette analogiche sinistra e destra per accelerare/frenare e sterzare rispettivamente) funziona bene e fa piacere possedere un arsenale di azioni spericolate con le quali seminare gli inseguitori tedeschi. D'altro lato però, la moto è ancora piuttosto fluttuante e deve migliorarsi ancora molto per poter eguagliare la sublime maneggevolezza arcade di quelle di Midnight Club II.

SCi e Pivotal ne sono consapevoli e la data di lancio prevista a giugno, da poco rinviata, dovrebbe consentir loro di rimediare a questo e a un paio di altri difettucci (vale a dire sporadiche cadute nella velocità delle immagini e qualche collisione imprecisa). Questo gioco ha già elementi notevoli: grafica decente, modalità di gioco variegata e una IA astuta, tanto per citarne alcuni. E se il tutto verrà rifinito come previsto, The Great Escape sarà il titolo da tenere d'occhio quest'estate.

Recensione a cura di: Fonte Playstation Europe



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